Episodio 1 РBeyonc̩ prima di Beyonc̩

All’inizio non doveva neppure cantare. E per diverso tempo la scena tipica delle sue giornate era qualcosa del genere: “Bee, ricordati che poi devi spazzare qui”. “Bey, quando ho finito ci sono da raccogliere i capelli delle clienti”.
Non c’era tempo da perdere e bisognava aiutare in casa. La piccola Beyoncé, chiamata così dalla madre Celestine Ann Beyincé, in omaggio ai loro antenati creolo-francesi, dava una mano in quello che a Houston, nel Texas bianco e razzista, era diventato uno dei saloni di bellezza più frequentati e famosi.  Gestito da una donna, e mulatta. Tina, così tutti chiamavano Celestine, si era fatta da sola, cominciando come truccatrice per la Shiseido e mettendo i risparmi da parte. E “Bey” l’aiutava. Ma Bey aveva manifestato la passione per la danza fin da bambina. E così cominciò a prendere lezioni.

Fu la sua insegnante di danza, Darlette Johnson, a scoprirne il talento per il canto: “Canticchiai una canzone e lei la terminò quando mi sentì. E mi spazzò via. Le chiesi di rifarlo ma non voleva, era molto timida. Così le promisi un dollaro se l’avesse ricantata, e lo fece”. Alle lezioni di danza, mentre studiava, faceva i compiti e spazzava via dal pavimento i capelli delle clienti del salone di sua madre, Bey aggiunse quelle di canto.David Lee Brewer era il suo vocal coach. La formò e seguì per più di dieci anni. “Quando la vidi pensai che era perfetta. Un look impeccabile, acconciatura di capelli disegnata al millimetro. Molto più di quanto lo sia ora che è adulta e famosa. Mi inginocchiai, la guardai negli occhi e le dissi: ‘Puoi diventare la più grande star del mondo’. Lei rise. Poi cominciò a sedersi in aula anche mentre facevo lezioni agli altri. Spiava tutto, faceva un sacco di domande dettagliate, non lasciava niente al caso”.

Brewer diventò uno di famiglia fino alla dolorosa rottura dei rapporti, di quella famiglia ha poi detto e scritto cose orrende. Il padre di Beyoncé, Matthew, divenne il suo manager dai primi passi nello spettacolo fino alla fondazione dell’etichetta discografica che lanciò le Destiny’s Child. Prima di distruggere il matrimonio e i rapporti con i familiari. Gli esordi della piccola nello showbiz furono goffi. Esiste un video in cui Beyoncé bambina canta “Home”; piena di esagerazioni nel canto ed eccessi nelle movenze. In quel video ha quasi otto anni. Più o meno nello stesso periodo lei e la sua baby band persero la gara nel talent Star Search, sconfitte in tv da un altro combo femminile. Ma Bey continuava a studiare canto, a studiare danza, a studiare dizione, a lavorare sulla presenza scenica, sul look, in studio di registrazione. A studiare a scuola, a fare i compiti.

Tempo fa ho intervistato Carlo Antonelli, allora direttore di Rolling Stone Italia. Mi disse: “Quando i ragazzi e le ragazze che hanno sogni di gloria, seguono i talent show e sono appassionati di canto guardano a star come Beyoncé e Shakira, devono ricordarsi che quelle due sono state addestrate in modo militare a diventare quello che sono oggi. Vuol dire lavoro. E perseveranza. Furiosi”.

SPOILER – Carlo Antonelli è l’uomo che, in collaborazione con Caterina Caselli, ha scoperto e lanciato oltre a Bocelli e i Negramaro, Elisa. E quest’ultima prima di diventare quello che è faceva la sciampista nel salone da parrucchiera della madre a Monfalcone, profondo Friuli. Dice qualcosa? Di questa storia parleremo in dettaglio la prossima volta.

 

Cristiano Sanna Martini [“Musicista (Elora, Tancaruja, Signor Palomar e varie collaborazioni). E giornalista: in passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar, Duel, Lettera 43. Un po’ di tv e molta radio. Ma ora è Web e social, bellezza. E dunque: Tiscali News. Su Twitter diventa @Crikkosan”]